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Agenzie di ratings: avevo ragione o no?

standars-poors-bocciata.jpgE’ passato esattamente un anno e mezzo da quando su questo blog, purtroppo non aggiornato da tempo per i tanti impegni lavorativi e familiari, avevo postato un articolo che metteva in dubbio l’affidabilità delle Agenzie di Ratings.

Oggi penso che la mancanza di imparzialità non sia più un dubbio ma una certezza!

Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings hanno perso totalmente credibilità tanto che il declassamento del rating dell’Italia di qualche giorno fa da A+ a BBB+ non ha per fortuna avuto alcuna seria ripercussione sui mercati.

La borsa di Milano ha retto e il governo di queste agenzie da parte dell’Establishment USA è ormai evidente.

Persino lo spread dei titoli italiani, sotto attacco da diversi mesi, non ha subito nuove impennate.

Di certo la situazione italiana è preoccupante ma i giudizi delle Agenzie di Rating arrivano in ritardo e sono eccessivamente penalizzanti alla luce degli sforzi decisi presentati con l’ultima manovra Monti.

Penso quindi che sia arrivata l’ora che l’Europa si svegli e crei una propria agenzia di ratings come già ha fatto la lungimirante Cina, creando l’agenzia Dagong.

Caro Monti è ora di alzare la voce con i nostri “partner” (se così possono ancora definirsi) europei Germania e Francia per fare fronte comune e attrezzarsi per il futuro.

Nel frattempo su Economia e Finanza di Blogosfere leggo una notizia che non può che farmi piacere: La Guardia di Finanza si trova ora nella sede di Milano di Standard & Poor’s per effettuare accertamenti disposti dalla Procura di Trani con l’accusa di manipolazione del mercato.

E’ la prima piccola vendetta di Mario Monti? 🙂

Marketing tramite video sharing

Promuovere il proprio sito sfruttando i siti di video sharing come You Tube o Dailymotion può assicurare ottimi risultati, soprattutto se si possiede un buon prodotto e se si realizza un video ben fatto!

E’ questo il caso del video di Wikipedia, che trovate di seguito, dove in pochi minuti potrete farvi un’idea su come funziona la più grande enciclopedia online del mondo e come potete lasciare un vostro contributo, editando una delle tante voci ancora in attesa di essere scritte o aggiungendo nuovi dettagli a pagine già esistenti.

Spot pubblicitari: il marketing si affida alle coppie!

E’ ormai una vera e propria “invasione delle coppie“!

Le più grandi aziende di telecomunicazione si stanno affidando con decisione alle coppie di personaggi famosi e pare che questa strategia stia pagando!

Francesco Totti e Ilary Blasi per Vodafone, Belen Rodriguez e Christian De Sica per TIM, Michelle Hunziker e John Travolta per Telecom Italia e Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada per Wind! Un vero e proprio plebiscito!

Lo spot divertente, che spesso diventa addirittura demenziale, rassicura e permette al pubblico un’identificazione aspirazionale, basata su un modello “a specchio”. In un momento di crisi economica e politica è quello che ci vuole per catturare l’attenzione e vendere!

I volti dello Sport e della Moda sono quelli che piacciono di più a giovani e meno giovani!

Anche fuori dal settore delle telecomunicazioni la coppia spopola: lo sport di acqua Rocchetta “plin plin” con Alex Del Piero e Cristina Chiabotto è stato uno dei primi tormentoni. Il fascino della bandiera della Juventus, campione di sport e valori sani assieme a una miss Italia acqua e sapone come Cristina Chiabotto.

Ma qual’è lo spot che vi è piaciuto di più?

Ecco i miei preferiti:

Al primo posto lo spot completo di Totti e Ilary per Autoricarica Vodafone:

Al secondo posto De Sica e Belen, per Tim:

al terzo posto il fascinoso John Travolta assieme a Michele Hunziker per il 187 di Telecom Italia:

Spot Alice Telecom – Michelle Hunziker & John Travolta

… e voi che ne dite? Qual’è la coppia che vi è piaciuta di più?

La vera coppia re degli spot sarà però sempre quella che farà vendere di più! 🙂

 

Viral Marketing: che cos’è?

Il Viral Marketing consiste nel promuovere un prodotto o un servizio creando qualcosa di così interessante che chi la scopre la condivide subito spontaneamente con i propri amici e conoscenti.

Si tratta in sostanza di far leva sul “passaparola” per raggiungere un gran numero di persone con la propria comunicazione.

Negli ultimi anni il termine Viral Marketing è frequentemente utilizzato con riferimento alla promozione di siti Internet: attraverso la realizzazione e la veicolazione in rete di un video, un’applicazione Facebook o un software da scaricare o da far inserire nelle pagine degli altri siti web (widget) si riescono a raggiungere migliaia o addirittura milioni di utenti!

Il video su Ronaldinho che calza un paio di scarpe Nike (con logo “bene in vista”), inizia a palleggiare e colpisce 3 volte di fila la traversa di una porta è stato visto da più di 50.000.000 di persone!

Dopo aver raggiunto il successo sul web ed essere stato diffuso sui principali siti di Video Sharing come You Tube, Dailymotion e Metacafè è stato addirittura ripreso da molte stazioni televisive. Ecolo di seguito:

Questo video conteneva molti elementi chiave per creare un’efficace campagna di viral marketing:

1) Un elemento o un comportamento che accomuna tante persone comuni: la passione per giocare o guardare il calcio

2) Eccezionalità di un evento: colpire 3 volte di seguito la traversa di una porta di calcio è al limite dell’impossibile.

3) Dubbio: proprio perchè colpire una traversa 3 volte consecutive è al limite dell’impossibile ma NON impossibile, soprattutto per un campione come Ronaldinho, il video alimenta il dibattito e la discussione tra amici: sarà vero??? Cosa ne pensi?

4) Facilità di diffusione: tramite i siti di Videosharing sopra citati è semplicissimo (e gratuito) diffondere il video segnalandolo ai propri amici o ripubblicandolo sul proprio sito o blog (proprio come sto facendo io stesso qui sopra!) 🙂 … ecco “l’effetto virale”!

 

Search Engine Marketing: i 10 comandamenti

search-engine-marketing.jpgIl Search Engine Marketing è l’attività di marketing finalizzata ad avere un buon posizionamento nei risultati dei principali motori di ricerca, come Google e Yahoo!/Bing.

Un’efficace strategia di search engine marketing è determinante affichè un sito Internet raggiunga il successo poiché le visite provenienti dai motori di ricerca possono anche superare l’80% del traffico complessivo.

Come fare allora per assicurare un’ottima indicizzazione per il proprio sito? Gli accorgimenti e le tecniche da seguire sono tantissime e spesso si rischia di fare un po’ di confusione o di perdere di vista le priorità.

Ecco allora i miei “10 comandamenti” che vi consigli di tenere come punti fermi per l’indicizzazione del vostro sito:

1) Scrivete contenuto originale, non copiate da altri siti o sarete penalizzati! I testi devono essere presentati in html e non tramite immagini .jpg o .gif. Attenzione anche a evitare refusi e errori di sintassi e grammatica.

2) Per il vostro sito, scegliete un dominio che abbia al suo interno una o più parole chiave attinenti ai vostri servizi o prodotti. Es. Se la vostra attività fosse finalizzata a vendere fiori cercate un dominio che contenga questa parola chiave, come www.fiori-online.com Se possibile scegliete un dominio con suffisso .com. Se non fosse libero ripiegate su un .it o un .net

3) Create una sitemap del vostro sito in .xml e registratevi su Google Webmaster Tools: potrete verificare i progressi del vostro sito e rilevare immediatamente errori che impediscono di raggiungere una o più delle vostre pagine. Su Webmaster-risorse.com potete trovare alcuni suggerimenti su come creare una sitemap

4) Ricordatevi di predisporre per ogni pagina del vostro sito “metatag” personalizzati che descrivano il contenuto del vostro sito. Su Wikipedia trovate maggiori dettagli sui diversi tipi di metatag.

5) Registrate il vostro sito sulle web directory e in particolare su DMOZ.org.

6) Cercate di far inserire link al vostro sito su altri siti che trattano tematiche analoghe a quelle del vostro sito. Avere tanti link su altri siti che puntano al vostro è un’attività IMPRESCINDIBILE per avere una buona indicizzazione su Google e sugli altri motori di ricerca. Come fare per ottenere link al vostro sito? Contattate i webmasters degli altri siti e concordate scambi di link. Con l’aumentare del numero di link verso il vostro sito aumenterà anche la vostra link popularity e di conseguenza il vostro Google Page Rank.

7) Per le pagine del vostro sito cercate di utilizzare “URL parlanti”. Ad esempio, sempre nel caso di un negozio che vende fiori: acquisto-fiori.html, decorazioni-floreali.html  (o .php o .asp).

8) Evitate di utilizzare “effetti speciali” Javascript e animazioni Flash in quanto i motori di ricerca non riescono a indicizzarne il contenuto in modo efficace.

9) Create siti “usabili”, con una grafica leggera, fruibili anche da chi non ha una connessione a banda larga o un browser recentissimo. In caso contrario rischierete di perdere una buona parte della vostra potenziale audience. Assicuratevi inoltre di utilizzare per l’erogazione del vostro sito un hosting provider affidabile, anche a costo di spendere qualcosa di più.

10) Utilizzate con la massima attenzione tecniche “estreme di indicizzazione” (Black hat seo) per evitare di essere penalizzati o addirittura delistati dai motori di ricerca.

Dopo esservi assicurati di aver seguito questi suggerimenti, potrete approfondire le vostre conoscenze in ambito SEM e SEO (search Engine Optimization) consultando uno degli innumerevoli siti su questi argomenti. Tra gli altri vi consiglio: Seoguida.com e Tuttowebmaster. Altro suggerimento è quello di acquistare un libro scritto da un esperto di SEO come Giorgio Taverniti, che ha scritto l’ottimo libro: “SEO, essere visibili sui motori di ricerca“.

Se invece non vi sentite sufficientemente capaci nell’affrontare autonomamente le tematiche SEM e SEO vi consiglio di affidarvi a una società specializzata o direttamente a un esperto consulente come Maurizio Petrone, che da anni lavora come consulente Freelance per servizi SEO.

 

Redemption di una campagna ADV

ROI.gifInvestire in una campagna pubblicitaria su Internet per far conoscere il proprio prodotto può essere una buona opportunità, soprattutto sapendo valutare i ritorni analizzando i giusti indicatori.

In generale, nel mondo offline, il ROI (Return on Investment) e la brand awareness sono due dei principali indicatori utilizzati.

Con il termine ROI, in economia, si indica il ritorno sull’investimento ovvero il rapporto tra il risultato operativo e il capitale investito.

Prima di avere una quantificazione di un eventuale incremento del risultato operativo, per valutare l’efficacia di una campagna pubblicitaria su web si possono considerare diversi indicatori tra cui:

1) Click-through rate: è il rapporto tra numero di visualizzazioni di un particolare banner pubblicitario (impressions) e il numero di click effettuati su di esso dagli utenti Internet che lo hanno visualizzato durante la loro navigazione.

Questo indicatore è importante per avere un riscontro sulla bontà della creatività e dell’attrattività del messaggio pubblicitario veicolate attraverso il banner.

Il valore del click-through deve però tenere conto di alcuni importanti elementi, tra cui:

– la tipologia di sito su cui viene visualizzato il banner: ad es. un banner che pubblicizza scarpe da calcio pianificato su un sito che tratta del campionato di calcio di Serie A otterrà molto probabilmente un valore superiore rispetto a quello ottenibile pianificando lo stesso banner su un sito dedicato a un target femminile.

– la posizione nella pagina in cui il banner viene visualizzato: ad es. un banner posizionato in primo scroll (above the fold) ovvero nella parte superiore della pagina web, avrà più possibilità di essere (visto e) cliccato rispetto a un banner posizionato in secondo scroll ovvero nella pagina inferiore e non immediatamente visibile di una pagina web.

2) Cost per click (CPC) medio: è il valore percentuale ottenuto dividendo il costo totale della campagna banner per il numero di click effettuati dagli utenti Internet.

Tornando all’esempio del punto precedente potrebbe verificarsi il caso che, per ospitare la mia campagna sulle scarpe da calcio, l’editore del sito di Sport mi chieda così tanti soldi in piu’ rispetto a quanto mi potrebbe chiedere l’editore di un sito più generalista, ad esempio di notizie generiche, da far sì che mi convenga economicamente scegliere di pianificare la mia campagna banner su quest’ultimo sito.

Più si punta a raggiungere un’utenza di nicchia e più acquistare una campagna pubblicitaria, a parità di volumi di banner impressions, diventa costoso.

3) Costo per conversion: è il rapporto tra quanto speso per acquistare la campagna banner e quanti “obiettivi di conversione” sono stati raggiunti. L’obiettivo di conversione può essere fissato nella compilazione e nell’invio di un modulo elettronico per chiedere maggiori informazioni o direttamente nell’acquisto del prodotto pubblicizzato nel banner.

Con il termine brand awareness si fa riferimento invece alla notorietà del marchio pubblicizzato.

La brand awareness si misura mediante sondaggi e a seconda del tipo di sondaggio assume connotazioni diverse.

La brand awareness spontanea risponde a una domanda del tipo: “Mi può citare la prima marca di computer che le viene in mente?” La marca che risulta al primo posto in questo tipo di sondaggi viene definita “Top of mind“.

Una campagna banner in cui compare un logo può quindi contribuire a far conoscere una marca, spingendo l’utente web a visitare le pagine che pubblicizzano il particolare prodotto commercializzato migliorando così la brand awareness.

 

Win for life batte Superenalotto: anche questo è marketing!

win-for-life.gifPrendo spunto da un articolo che ho letto questa mattina sul quotidiano di free press Metro per riflettere su come una scelta di marketing e comunicazione possa influenzare i nostri media (TV, Carta stampata e web) e di come gli stessi media possano a loro volta influenza fortemente le scelte dei consumatori!

Da alcune settimane infatti, le pubblicità del “Superenalotto“, il celebre gioco proposto da Sisal, su TV e carta stampata sono praticamente sparite a vantaggio del nuovo gioco (sempre proposto da Sisal) “Win for Life” che sta riscuotendo un successo strepitoso.

Il punto sorprendente è che il jackpot di questa settimana del Superenalotto è di ben 98,7 milioni di Euro (!), praticamente uguale al record storico del montepremi raggiunto solo pochi mesi fa!

Ora però tutta la comunicazione di Sisal è impostata su “Win for Life“, il nuovo gioco che in soli 2 mesi dal lancio ha distribuito 90 rendite mensili da 4.000 Euro per 20 anni!

Alla domanda sul perchè il Superenalotto sia praticamente scomparso da TV e giornali, Sisal risponde: “Semplici scelte di marketing e comunicazionie.” e ancora “Ormai il Superenalotto lo conoscono tutti”.

Se non altro a vantaggio di chi gioca a “Win for Life” ci sono le maggiori probabilità di vincita: 1 su 3,5 milioni; 200 volte più facile di fare un 6 al Superenalotto!

Facile vincere no? 😉

 

Web Marketing

web-marketing.jpgIl Web Marketing è una delle mie grandi passioni e per mia fortuna posso applicare alcuni dei suoi principi nel lavoro che svolgo quotidianamente per Matrix Spa, la società per cui lavoro, in qualità di Responsabile marketing Contenuti del portale Virgilio.

Nel primo post di questo Blog avevo citato la definizione del concetto di marketing proposta da Russell Winer:

Il Marketing è l’insieme delle attività che mirano a influenzare una scelta del consumatore o cliente“.

Con il Web Marketing l’insieme delle attività a cui si fa riferimento diventa l’insieme delle attività realizzabili sulla rete Internet, mediante un sito web, un blog, una campagna adv (-> di advertising -> pubblicitaria) articolata secondo diverse modalità, l’invio di una newsletter o altri strumenti.

Realizzare un buon sito Internet è una delle strategie di medio e lungo termine più efficaci per comunicare l’offerta di un prodotto o di un servizio a tutti gli utenti che utilizzano il web.

In Italia il numero di utenti Internet è stimato tra i 17 e i 21 milioni, a seconda delle fonti a cui si fa riferimento.

In tutto il mondo gli utenti Internet sono invece più di 1,5 miliardi! (Fonte CIA World Factbook – 2008)

Pensate quindi quale strabiliante potere di comunicazione possa avere Internet, anche considerando le barriere linguistiche!

Come fare per raggiungere questa immensa massa di potenziali clienti? La principale e più efficace strategia, una volta creato un sito web, è quella di farlo indicizzare e ben posizionare nei principali motori di ricerca, tra cui si sono affermati come leader mondiali Google e Yahoo!/MSN Bing.

La strategia di Web Marketing può però focalizzarsi anche localmente: ristoranti, negozi o aziende che producono beni e servizi destinati al mercato nazionale o addirittura locale dovranno quindi concentrarsi a raggiungere in questi ambiti il loro target (obiettivo) di riferimento.

Più il target di riferimento si restringe e più aumentano gli sforzi necessari per raggiungerlo e in questo modo si giustifica anche l’esistenza di centinaia di milioni di siti Internet che possono trattare di argomenti disparati ma comunque potenzialmente interessanti per un particolare investitore.

Ogni target di riferimento può quindi essere valorizzato economicamente considerando diversi indicatori, tra cui cito:

1) numerosità degli utenti

2) caratteristiche socio-demografiche (comprendono sesso, età, fascia di reddito, luogo di residenza, ecc.)

3) settore di mercato di riferimento

Nei prossimi articoli che scriverò su questo blog relativamente al Web Marketing entrerò nel dettaglio di svariati argomenti tra cui inizio a citarvi:

– Redemption di una campagna Adv e concetti di RPM e CPC

– Strategie SEM e SEO

– Blog

– Programmi di affiliazione su Internet

– Web 2.0, Communities e servizi “Social”

– Viral Marketing.

– Analisi della concorrenza su web.

 

Un Blog su Marketing e Finanza: perchè?

Ebbene si, dopo essermi cimentato per la prima volta come novello blogger con un blog personale che per ora ho aggiornato con scarsa frequenza, ho deciso di iniziare a scrivere un blog sul Marketing e la Finanza, un po’ perchè sono discipline che mi interessano fin dai tempi della laurea in Economia e un po’ per iniziare a preparare mio figlio Mathias ai concetti che si troverà a studiare il prossimo anno, quando inizierà le scuole superiori.

Mathias ha infatti scelto di frequentare l’I.I.S.S. Fabio Besta con indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing”.

Iniziamo quindi a riflettere su alcune definizioni di “Finanza” e “Marketing”.

kotler.jpgPhilip Kotler, considerato uno dei principali autori di riferimento, propone la seguente definizione:

“Il marketing è il processo sociale e manageriale diretto a soddisfare bisogni ed esigenze attraverso processi di creazione e scambio di prodotto e valori. È l’ arte e la scienza di individuare, creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento, realizzando un profitto.”

Interessante e anche molto sintetica è la definizione proposta da un altro importante studioso, Russell Winer:

Il Marketing è l’insieme delle attività che mirano a influenzare una scelta del consumatore o cliente“.

Tra le molteplici definizioni del termine Finanza mi sembra chiara e sintetica la seguente, proposta da Wikipedia: “La Finanza è la disciplina che studia i processi con cui gli individui, le imprese, gli enti, le organizzazioni e gli Stati gestiscono i flussi monetari (raccolta, allocazione e usi) nel tempo.”

Partendo dal concetto generale di Finanza è necessario poi distinguere tra:

1) Finanza personale, che concerne i debiti e crediti che fanno capo agli individui;
2) Finanza aziendale, che si occupa della ricerca e dell’impiego delle risorse finanziarie da parte delle imprese;
3) Finanza pubblica, riguardante le tematiche della ricerca e dell’impiego di risorse finanziarie da parte della pubblica amministrazione;
4) Finanza internazionale, che tratta il tema dei flussi di denaro scambiati tra Paesi.

Bene, per questo mio primo post direi che può bastare. Spero di aver dato una prima idea dei concetti di Marketing e Finanza in attesa di entrare nei dettagli nei prossimi articoli.