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Scudo Fiscale prorogato ad aprile 2010

emma-marcegaglia.jpgTorno a trattare dello Scudo Fiscale per darvi la notizia della decisione presa dal Governo di prorogarne i termini fino al 30 aprile del 2010.

La misura è stata decisa nello stesso giorno in cui la nuova legge Finanziaria è stata approvata con 307 voti a favore e 267 contrari.

Il testo del provvedimento di proroga, fatto rientrare nel decreto “Milleproroghe” prevede due diverse aliquote: 6% fino a fine febbraio 2010 e 7% da marzo alla fine di aprile 2010.

A riguardo, vi segnalo anche la dichiarazione dell’attuale Presidente di Confindustria, Emma Marceglia: “Lo scudo fiscale è un male necessario che speriamo porti qualcosa anche alle imprese.”

 

Scudo fiscale: scopri cos’è!

scudo.jpgSu tutti i giornali da alcuni mesi leggiamo titoli in cui compare il termine “scudo fiscale“. Vediamo di cosa si tratta…

In parole semplici lo “scudo fiscale” consiste in una serie di misure atte a facilitare il rientro in Italia di capitali conservati illegalmente all’estero.

Le misure agiscono quindi come “scudo” verso le potenziali azioni del fisco italiano in tema di tassazione di questi capitali.

Chiaramente i primi soggetti che trarranno un notevole vantaggio da questa misura sono le banche italiane dove verrebbero trasferiti i capitali provenienti dalle banche dei “paradisi fiscali“.

Il varo di questo provvedimento sta ottenendo il risultato di far rientrare importanti risorse in Italia ma d’altra parte la sua opportunità da un punto di vista morale è stata messa in discussione da più parti.

Per di più lo scudo fiscale 2009 non tutela solo i redditi e i patrimoni nascosti all’estero (omessa dichiarazione) ma rende non punibili anche reati fiscali decisamente rilevanti come l’occultamento di documenti contabili, la falsa fatturazione e il falso in bilancio.

Nonostante il dibattito suscitato da queste misure, il termine per la dichiarazione necessaria per riportare capitali all’estero è, in sostanza, stato prorogato dal 15 dicembre 2009 (ieri) al 31 dicembre 2009.

In realtà il termine è stato prolungato solo nei casi di “cause oggettive non dipendenti dalla volontà del contribuente” ma lascio a voi capire quanto possa essere difficile determinare con esattezza se una causa possa essere oggettiva o meno, in un caso come quello legato alle operazioni necessarie alla liquidazione delle attività propedeutica al rientro dei capitali.